Il BLOG della nostra COMMUNITY nata attorno alla musica

Il mondo delle percussioni

Marcello Corti ci porta alla scoperta del mondo delle percussioni, con Sebastiano De Gennaro, eclettico multi-percussionista, rumorista, e compositore italiano.

Sebastiano, alla costante ricerca di un linguaggio personale, ci porta nel suo studio pieno di strumenti, dai più classici e immancabili nello spazio di un percussionista, ai più particolari e curiosi: Vibrafono, Marimba, Xilofono, vecchi tamburi, giocattoli da 0 a 12 mesi, oggetti riciclati e strumenti a pile.  (www.sebastianodegennaro.com)

Non solo violini e orchestra. L’occasione è ottima per uscire dagli schemi!

Da spettatrice a musicista

Il mio avvicinamento al mondo della musica è iniziato quando avevo 10 anni. Sono convinta che buona parte del  merito sia da attribuire alla mia maestra delle elementari, che ha dato alla mia classe la possibilità di provare i suoi preziosi strumenti tra cui alcuni che non avevo mai sentito nominare (come il salterio!).

Ho iniziato con il pianoforte. Dopo diversi anni ho deciso di studiare anche lo strumento che tanto avevo desiderato provare durante quelle fantastiche lezioni di musica, ma che mai mi era stato assegnato: il violino.

Quello che mi ha sempre  attratto del violino, oltre alla bellezza del suono, è la possibilità di poterlo suonare in un’orchestra. Con il pianoforte, ad esempio, è molto più difficile riuscire a suonare in gruppo.

Da quando l’orchestra Agnesi è nata ho seguito ogni suo concerto desiderando di poter essere anch’io, un giorno, parte di un gruppo di amici così affiatato, accomunati dalla passione per la musica.

E alla fine questo sogno si è avverato!

Chi avrebbe mai pensato che dalla fiducia riposta in quelle piccole manine sarebbe nata una passione così!

“Rimbalzi” in Orchestra

Sono entrato in orchestra nel 2017 iniziando a suonare fra i secondi. Dopo un po’ sono finito nei primi. Poi ancora nei secondi e nuovamente nei primi.

Insomma, rimbalzo, tra primi e secondi, come la lancetta di un metronomo (per fare un paragone a tema).

Proprio in questi giorni in cui non è più possibile fare prove, concerti e condividere idee, mi sono messo a ragionare sulla nostra orchestra e su quello che fa per tutti noi.

Prima di arrivare alla conclusione ci giro un po’ intorno:

Quando sono entrato, l’Orchestra viveva già da un 2 o 3 anni. Sappiamo già tutti quanto sia difficile inserirsi in un ambiente già avviato, che sia un’orchestra, una band, un’azienda o un gruppo di amici.

Proprio per questo motivo, la domanda che avevo fissa in mente era: “ma sarò all’altezza?”.

Trovai la risposta ovviamente , una volta iniziate le prove.

L’orchestra, chiunque tu sia, riesce ad incoraggiarti e a far sì che ognuno dia il meglio di sè; ognuno di noi fa al meglio quello che riesce, e come in un’azienda, ognuno ha il proprio compito ben preciso che svolge, CON e PER gli atri lavoratori.

C’è chi lavora in gruppo (per esempio le sezioni degli archi) e chi lavora da solo (come le percussioni e i fiati) ma tutti, alla fine, con il proprio contributo e dando meglio di sé, riescono a tirare fuori un bellissimo risultato che è l’orchestra

È proprio in situazioni come queste che la nostra voglia di condivisione, di musica e di idee si fa più forte. Speriamo che questo nostro desiderio di tornare a provare verrà esaudito, per poter sfornare nuove cose, con passione anche di chi ci ascolterà!

A presto!

Oscar!

il clarinetto: il principe degli strumenti

Il clarinetto non è né il primo dei fiati ad essere entrato nell’organico orchestrale, né uno degli strumenti più presenti all’interno della nostra formazione. Ma la nostra storia è simile a quella di questo fantastico strumento musicale: da quando lo abbiamo conosciuto, non abbiamo più potuto farne a meno! L’Orchestra Agnesi è nata nel 2015 da un piccolo gruppo di strumenti ad arco. Ma un’orchestra non può essere fatta solo di Violini e Violoncelli.

Il primo concerto dell’Orchestra è avvenuto il 23 Maggio 2015 presso l’auditorium Spezzaferri di Merate. In questa occasione il gruppo di archi era già arricchito da quattro strumenti a fiato: duo flauti e due clarinetti. Il concerto del 23 Febbraio si intitolava “Come nasce un’orchestra”. Per gli ultimi due brani, Paolo ed Ilaria, con il loro clarinetto, hanno calcato il palco dell’auditorium ed hanno suonato con noi. E’ stato magico: il suono dei fiati donava agli archi una ricchezza ben più grande della somma dei singoli suoni. Il futuro dell’Orchestra Agnesi è diventato fin da subito chiaro: non possiamo fare a meno di avere dei fiati nel nostro organico!

Ma come mai il clarinetto è così tanto amato dai compositori? Come si produce il suono? Come ha fatto in pochi anni a diventare uno degli strumenti più importanti nelle formazioni orchestrali? Ce ne parla Alberto Longhi, clarinettista e direttore della Scuola di Musica San Francesco. Una breve lezione a distanza non solo per chi non ha mai sentito o visto un clarinetto, ma anche per chi vuole rispondere a qualche piccola curiosità e, perché no, cominciare a suonare questo magico strumento: il principe degli strumenti musicali!

Prima di proporti queste due brevi video lezioni del nostro direttore Marcello Corti, ricordati che se vuoi provare a suonare uno strumento musicale (il clarinetto, perché no?) puoi visitare il sito della Scuola di Musica San Francesco, richiedere una lezione di prova e fare tutte le domande che vuoi alla segreteria dell’Associazione.

Musica è (anche) condivisione

Un’esperienza in questa quarantena che mi ha davvero emozionata.

Il 6 marzo sono salita in montagna a Madesimo con il mio fidanzato, dove sono rimasta bloccata fino alla fine del lock down. Ovviamente non ero preparata per rimanere tutto questo tempo (da un week-end a due mesi) e, dopo qualche settimana, il problema dello studio della musica iniziava a farsi sentire!

Come potevo fare? Avrei potuto farmi spedire il mio violino ma sicuramente sarebbe stato rischioso, rischiava di rompersi o rovinarsi. Non potevo. Però dovevo trovare il modo di studiare siccome a fine maggio (un mese fa non si sapeva nulla a riguardo!) avrei dovuto sostenere un esame. Ma dunque che fare?

Una mattina, appena sveglia, presi in mano il telefono, entrai in Facebook e iniziai a scrivere un post sul gruppo “sei di Madesimo se” pensando che avrei potuto chiedere se qualcuno avesse potuto prestarmi un violino per studiare durante il mio lock down, bloccata, a Madesimo (senza alcuna speranza vi confesso!).

In brevissimo tempo molte persone mi hanno scritto per aiutarmi! Non avevo mai sperimentato la solidarietà sulla mia pelle. Vedere come tutte quelle persone, ragazzi, musicisti, che nemmeno mi conoscevano, erano disposti a mettersi in gioco per aiutarmi mi ha commosso sul serio. Dopo che mi era stato proposto un formaggio di capra, che si chiama appunto violino, sicuramente buono ma poco utile allo scopo, erano ben tre le gentili proposte di persone disposte a prestarmi il loro strumento.

In particolare, mi contattò una ragazza di Chiavenna, paese che dista un’ora di pullman dal mio, dicendomi che mi avrebbe aiutata. Caricò il suo prezioso strumento su un autobus e mi disse di recarmi alla fermata del paese un ora dopo la partenza! Alle 11 spaccate arrivò il pullman e l’autista, con un sorriso, mi consegnò il violino. Tutto era riuscito, ma soprattutto era reale. Ero davvero felice e commossa.

Credo che questo episodio sia un vero simbolo della solidarietà e dello spirito di comunità e condivisione, che la musica permette di creare e che con la musica si è potuto esprimere nella maniera più naturale.

A proposito, Mary, la ragazza che mi ha prestato il suo prezioso violino, pochi giorni dopo mi scrisse un messaggio: “È uno strumento bellissimo ma molto complesso e se nessuno ti trasmette la passione, è facile perdersi d’animo. Sei fortunata ad aver trovato una maestra che stimi e di far parte di un’orchestra! Chissà che questa vicenda mi faccia tornare la voglia di suonare”.

E chissà che magari anche io possa in qualche modo ricambiare questo gesto meraviglioso che mi ha sciolto il cuore!

Silvia.

La musica per crescere insieme

L’Orchestra Agnesi nasce nel 2015 e, con il passare degli anni, cresce e diventa un’esperienza sempre più condivisa da Meratesi e non. Tanti sono gli orchestrali che hanno condiviso un pezzo di strada significativo nella vita dell’Agnesi. Tra di loro c’è Luciano Ballabio, scrittore, formatore e coach, oltre che amatore straordinario del violino. Luciano è socio e membro attivo dell’Orchestra La Verdi per tutti, la più importante e strutturata orchestra amatoriale italiana.

Luciano ha condiviso alcune importanti sue esperienze professionali con l’Agnesi e con la Scuola di Musica San Francesco. Dalla presentazione del suo libro “Come un’Orchestra, Fare musica insieme per crescere insieme” alla presentazione del libro dedicato ai 25 anni dell’Orchestra Verdi di Milano: “Una orchestra da amare. Storia, esperienza, progetto“.

Bisogna aver letto i libri di Luciano, per capire quanto sia profonda la sua passione per la pratica musicale d’insieme: nei passaggi dedicati al ricordo della propria esperienza orchestrale, le parole cominciano a sudare energia e voglia di condivisione.

La lettura di questi testi è consigliata a tutti coloro che non sanno se cominciare a studiare uno strumento musicale. Lasciarsi contagiare da Luciano è la maniera migliore di convincere se stessi a fare un piccolo cambiamento, ma determinante cambiamento nella propria vita: abbracciare la musica.

Grazie Luciano!

Ho avuto modo di far parte di questo gruppo tra il 2015 e il 2018. Grazie alla professionalità e all’entusiasmo di Marcello Corti l’Orchestra Agnesi, dopo essere nata dal nulla, è cresciuta progressivamente da tutti i punti di vista. Quei tre anni mi hanno permesso di rivivere, in una dimensione più ristretta, la stessa esperienza che sto ininterrottamente vivendo dal 2006, a Milano, con laVerdi per Tutti. Speriamo di tornare presto a suonare insieme, dal vivo, per poter rivivere la magia dell’Orchestra Sinfonica, a Merate come a Milano! 💗🎶🎻🎶

Luciano Ballabio

Se siete curiosi e lamentosi, è consigliatissima anche la lettura di “L’arte di non lamentarsi mai. Per divertirsi nel lavoro, in amore, nella vita“.

Secondi a chi?

Ciao! Sono Giorgia e faccio parte dell’Orchestra Agnesi dall’estate del 2016.
Ero appena tornata dal mio anno di Erasmus a Londra; rientrare a casa e trovare nuovi punti di riferimento è stato piuttosto spiazzante per me.

Secondi Violini Giorgia Orchestra Agnesi


Fortunatamente però, il Festival Agnesi imminente è venuto in mio soccorso e mi sono detta: perché non riprendere in mano il mio violino?

Durante l’università ho dovuto mettere in pausa la musica, con mio grande dispiacere. La vita da fuori sede, purtroppo, non mi avrebbe permesso di continuare lo studio come avrei voluto e a posteriori posso dire che è stata una delle rinunce più sofferte.

Sono cresciuta con la musica; ho cominciato a tre anni con le attività di propedeutica e ho deciso di cominciare a studiare violino a 9 anni, per ragioni a me ancora ignote. A chi mi chiede il motivo ancora non so rispondere, ma credo non sia necessario giustificare la mia scelta. Forse perché sono proprio le passioni a scegliere te.
Dopo tanto tempo, tirare fuori il violino dalla custodia, perdermi tra le note dei brani, sfoderare l’archetto e ricominciare a suonare senza fatica è stato un momento magico. Come se nulla fosse cambiato. La mia passione non mi aveva mai abbandonata, in fondo, e non potrei essere più felice.


Incontrare l’Orchestra Agnesi è stata l’occasione per riscoprire non solo la bellezza della musica, ma anche il valore di collaborare e lavorare insieme duramente per raggiungere il risultato. Le nostre diversità, siano esse anagrafiche, di esperienza e caratteriali sono un’enorme ricchezza e una combinazione vincente, ma soprattutto unica.


Il mio ruolo in orchestra è quello di spalla dei Secondi Violini. Ogni tanto ho fatto capolino tra i Primi, ma devo ammettere che sono molto affezionata alla mia sezione. Mi piace essere un punto di riferimento (perché questo è il ruolo della spalla, ma ve ne parleremo in un altro articolo) e avere tutto (e tutti.. ahimè) sotto controllo. Siamo posizionati esattamente al centro dell’orchestra e, per spiegare il nostro ruolo, direi che fungiamo da anello di congiunzione e da sostegno per le altre sezioni; il che porta oneri e onori! Infatti, cari Primi, il nostro motto è “Secondi a chi?”.

Il compagno di leggio

Quando qualcosa va storto durante l’esecuzione di un brano, la regola fondamentale da seguire è guardare il compagno di leggio. Questa strategia non solo vi permetterà di non essere ritenuti responsabili dell’errore commesso, ma ricorderà anche al Direttore quanto sia sensibile il vostro orecchio.

Il vostro compagno di leggio oltre ad essere un perfetto capro espiatorio per i vostri errori, è anche un complice: quando il braccio comincia ad essere affaticato, puoi sempre contare su di lui. Grazie alla vostra intesa potete comunicare con un solo sguardo! In fin dei conti giocate esattamente la stessa partita: seduti vicini, ben coperti dallo sguardo trapassante del Direttore, la musica si fa divertimento, com’è giusto che sia.

Il compagno di leggio è anche qualcuno da cui imparare; imparare il vibrato che gli viene tanto bene, imparare a stare dritto e composto, imparare a sorridere anche quando “accidenti, il Si era bemolle e l’abbiamo messo naturale”, imparare a rimanere impassibili anche quando una risata sta scoppiando dentro. In fin dei conti la bellezza della musica d’insieme sta nella diversità tra coloro che la creano: ognuno contribuisce con le sue unicità a creare una bellezza irripetibile.

La fotografia che abbiamo scelto ritrae “le Ladies” durante il concerto conclusivo del Festival Agnesi. Non sappiamo cosa intendano con quegli sguardi: possiamo immaginare che si stiano congratulando tra loro per la nota appena suonata. Non possiamo però fare a meno di notare che lo stanno facendo proprio mentre il resto dell’orchestra sta ancora suonando il brano. Si tratta di una pausa ingiustificata o di meritato riposo? Finché si divertono non è importante.

Faccio parte dell’Orchestra Agnesi ormai da 5 anni, cioè dal 2015; oltre a crescere a livello musicale sono cresciuta grazie alla bellissima atmosfera che si è creata in tutto il gruppo. Tra scherzi e risate, all’Orchestra Agnesi non manca davvero nulla.
Noi secondi violini oltre a lavorare molto, ci aiutiamo tantissimo, sia mentre si prova o sia quando si ripassano i brani prima dei concerti.
Il gruppo è cresciuto diventando sempre più affiatato. Da quando sono in orchestra ho davvero capito cosa significa “fare musica insieme”: imparare, lavorare duramente, ma soprattutto divertirsi!

Clara, Secondo violino.

Terzi violini a testa alta!

Gli archi formano l’ossatura dell’orchestra Agnesi e sono posizionati, dalla sinistra del direttore, secondo un ordine e una gerarchia ben precisa. Ci sono i violini primi, poi i secondi, i terzi, le viole, i violoncelli e i contrabbassi. Questa rigida struttura riflette il ruolo che ogni sezione ricopre nell’esecuzione del brano.

I violini primi, insieme ai secondi dialogano a diversi registri, i violini terzi con le viole, accompagnano contribuendo a dare un colore scuro alla sonorità dell’orchestra. Infine i violoncelli e i contrabbassi rappresentano le fondamenta per suonare insieme. L’orchestra Agnesi rispetta questa precisa composizione. Tutti sono fondamentali alla realizzazione del brano: dal primo violino con l’assolo sulla quarta corda in quinta posizione, al terzo violino che, come un metronomo, ricorda al primo (che se lo dimentica spesso) qual è il tempo. In un’orchestra amatoriale, poi, quest’ossatura non riflette, come invece potrebbe credersi, una gerarchia di importanza: ognuno ha il proprio valore e offre il proprio contributo.

Tutti i membri dell’orchestra sono consapevoli del ruolo che ricoprono  e, almeno per l’Agnesi, sono tutti responsabili del successo della performance. Basterebbe entrare a fine concerto nel dietro le quinte di un teatro, per vedere la soddisfazione di ognuno nell’aver dato il proprio contributo. Lo si capisce anche dalle parole di un ormai prezioso membro dell’Orchestra Agnesi: dopotutto, la vita da terzo violino non è poi così male.

Ciao, sono Massimo, Terzo violino.
Volevo raccontarvi di cosa ho trovato nell’Orchestra Agnesi. Un clima di serenità e amicizia in cui tutti sono disponibili ad aiutarti. Anche se alcune volte non mi sento degno di essere un suo membro, viste le mie grandi lacune musicali, sto imparando moltissimo e mi sto divertendo, mi ritengo molto fortunato e molto orgoglioso di farne parte.
Tutti dovrebbero avere la possibilità di fare questo tipo di esperienza.
Un grande GRAZIE a tutte le persone che lo rendono possibile!

Intervista a Marcello Corti

Mercoledì 29 febbraio alle ore 16 il nostro direttore Marcello Corti sarà intervistato da Carlo Emilio Tortarolo per il portale teatrionline.com . Carlo Emilio Tortarolo è pianista, direttore d’orchestra e critico musicale. Durante l’isolamento sta realizzando una serie di interviste intitolate “Note” dall’isolamento – conversazioni in musica. Ogni due-tre giorni una nuova intervista viene trasmessa in diretta dal profilo Instagram di Carlo @carloetortarolo . Gli interventi sono poi trascritti per il portale teatrionline.com .

L’occasione è splendida per sentire parlare di musica in maniera semplice, immediata e rispettando le distanze indicate dai decreti governativi. Di seguito trovate tutto il cartellone delle interviste come riportato QUI

Passate a salutare e sostenere Marcello!

Un abbraccio dallo Staff dell’Orchestra Agnesi

Primo incontro, appunto lunedì 20 alle ore 16, sarà con la pianista Mariangela Vacatello. artista pluripremiata, riconosciuta per la curiosità e la versatilità delle sue esecuzioni che l’hanno portata nelle principali sale concertistiche mondiali: unisce alla sua intensa attività artistica quella didattica presso il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma e l’Accademia di Musica di Pinerolo.

Mercoledì 22, sempre alle ore 16, segue l’incontro con il direttore musicale della Gaga Symphony, Simone Tonin, compositore e arrangiatore dei progetti musicali di una orchestra under30 da lui stesso definita “symphonic-pop” che, unendo i paradigmi classici alle hit pop degli ultimi decenni, avvicina i giovani a ogni genere musicale.

Venerdì 24, ore 16, continua l’indagine sul mondo orchestrale con una doppia intervista che andrà ad approfondire il rapporto fra professore d’orchestra stabile e professore d’orchestra freelance. Stesso mestiere, diverso rapporto con il mondo della musica.

La settimana successiva, salgono a quattro gli incontri con gli artisti italiani coinvolti: si parte da lunedì 27, ore 16, con il soprano Arianna Vendittelli conosciuta per il valore delle sue interpretazioni e per l’abilità di spaziare dal repertorio barocco fino a quello contemporaneo con la prima mondiale di “7 minuti” di Giorgio Battistelli.

Mercoledì 29, ore 16, è il turno del direttore d’orchestra Marcello Corti, direttore dell’ensemble Esecutori di Metallo su Carta, dell’Orchestra Agnesi di Merate e direttore artistico dello Stage Estivo ANBIMA Lombardia, corso di formazione musicale estivo che ogni anno permette a più di cento giovani ragazzi di confrontarsi con il repertorio bandistico.

Venerdì 1 maggio alle ore 16, spazio alla critica e alla managerialità musicale in un’intervista ad Alessandro Tommasi. Attivo come direttore artistico del Festival Pianistico Bartolomeo Cristofori di Padova, nella gestione degli uffici di promozione e stampa di Trame Sonore – Mantova Chamber Music Festival e l’Accademia di Pinerolo e come tour manager della Mahler Jugendorcheste, ha prodotto per Amadeus, Le Salon Musical e Quinte Parallele recensioni che gli hanno permesso di entrare nell’Associazione Nazionale Critici Musicali.

A conclusione del ciclo di interviste, domenica 3 maggio, una conversazione sulla divulgazione musicale e sulla musicologia con Simone Di Crescenzo, pianista, musicologo, consulente artistico per il Festival e il Concorso “A. Toscanini” presso la Fondazione Arturo Toscanini di Parma, ambasciatore e divulgatore della prassi esecutiva del Belcanto italiano. Fra i più recenti impegni la creazione di un documentario articolato in più puntate dal titolo “Il Belcanto” con la partecipazione di Mariella Devia e realizzato per Sky Classica HD in collaborazione con il Museo del Teatro alla Scala di Milano.